28
Giu 16

L'UNICA EUROPA CHE DOVREBBE ESISTERE

L'unica Europa che dovrebbe esistere è quella in cui le decisioni vengono prese dai rappresentanti politici eletti dal popolo e non quella in cui l'unico organo autorizzato a proporre leggi al Parlamento Europeo e al Consiglio dell'Unione Europea è la Commissione Europea

vignetta crisi 473

http://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN0ZE1NI

L'unica Europa che dovrebbe esistere non dovrebbe prevedere l'esistenza di un organo in cui i commissari, espressione politica, hanno un mandato a termine, mentre i tecnici che di fatto scrivono le leggi e hanno rapporti continui con i lobbisti devono rispondere al requisito della continuità per garantire che la legislazione dell'Unione sia redatta in maniera coerente.

L'unica Europa che dovrebbe esistere è quella in cui i tecnocrati non hanno spazio, un Europa che non ha bisogno del Parlamento europeo, della Commissione europea e di tutte le sovrastrutture create con lo scopo di far cedere gradualmente la propria sovranità a tutti gli Stati nazionali, realizzando agli occhi dell'intero popolo europeo l'esproprio della loro libertà di decidere, ma di una struttura che sia realmente espressione del popolo, cioè i propri Parlamenti nazionali.

Se realmente si volesse realizzare un Europa dei popoli, l'unica Europa che dovrebbe esistere dovrebbe prevedere l'esistenza del Consiglio Europeo e la possibilità di ogni Parlamento nazionale di proporre leggi, mentre la loro approvazione dovrebbe derivare dal responso positivo della maggioranza dei parlamentari di tutte le nazioni facenti parte dell'Unione, calcolata con opportuni metodi di ponderazione basati su popolazione, contribuzione, ecc.

In realtà la crisi scatenata dalla Brexit, non appena passerà in secondo piano, rappresenterà la motivazione perfetta che verrà utilizzata dai tecnocrati per far cedere ancora più sovranità ai vari Parlamenti nazionali o peggio creerà ancora più fattori che renderanno l'uscita di uno Stato membro ancora più difficile, rendendolo di riflesso ancora più ricattabile, dando luogo all'unica Europa che dovrebbe esistere per i tecnocrati.

 

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27
Giu 16

NESSUNA INCERTEZZA DOPO LA BREXIT

Non esiste nessuna incertezza dopo la Brexit, però i media italiani continuano a portare avanti una sorta di terrorismo mediatico nei confronti della popolazione dipingendo un futuro infernale per l'Inghilterra, come conseguenza dell'uscita dall'Europa, senza analizzare le varie opzioni.

vignetta crisi 472

http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2016/06/27

Ormai sono arrivato alla conclusione che non esiste nessuna incertezza dopo la Brexit e proprio per questa ragione non analizzerò tutte le varie opzioni che ci sono nel futuro degli inglesi, ma solo quella che verrà percorsa, cioè il declassamento dell'Inghilterra da membro dell'Unione Europea a membro dello Spazio Economico Europeo, cioè lo stesso status posseduto attualmente da Norvegia, Liechtenstein e Islanda che si basa su quattro libertà, cioè la libera circolazione di merci, di persone, di servizi e capitali.

Nessuna incertezza dopo la Brexit l'Inghilterra entrando a far parte dello spazio economico europeo dovrà destinare un contributo economico al Fondo di coesione per lo sviluppo delle aree svantaggiate dell'Europa stimato in 8 miliardi quasi la stessa cifra versata attualmente nel bilancio dell'Unione Europea, con la differenza che non potrà avere più alcuna voce su come Bruxelles deciderà di spendere tali fondi e potrà essere oggetto in alcuni settori economici di barriere non tariffarie.

Nessuna incertezza dopo la Brexit , infatti questo status permetterà all'Inghilterra di sganciarsi da alcune politiche comunitarie come quelle per l'agricoltura, la pesca, l'unione doganale, la tassazione diretta ed indiretta dando l'opportunità al Governo di essere più libero e semplificare in parte la propria legiferazione, problematica molto sentita in Inghilterra.

Ora la maggior parte di voi starà pensando che tale ipotesi sia fantascienza perchè il popolo ha votato in favore della Brexit ed entrare a far parte dello Spazio Economico Europeo sarebbe prendere in giro il volere del popolo, ma vi devo ricordare che ogni qualvolta ci sono stati dei referendum negativi su tematiche europee il loro esito è sempre stato rovesciato.

P.S.: Questa volta però i responsabili dovranno pagare dazio ai tecnocrati

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24
Giu 16

LE NECESSARIE DELUCIDAZIONI SULLA BREXIT

Occorrono le necessarie delucidazioni sulla Brexit, infatti ho notato che sui social oggi si sono scoperti tutti conoscenti di economia e di dinamiche internazionali, nonostante, proprio la mancanza di partecipazione ai dibattiti su tali dinamiche, espresse sulla mia pagina facebook ed il mio blog in perenne costruzione, mi ha spinto a ridimensionare drasticamente il tempo da me dedicato al tentativo di fornire informazioni e visioni personali su vicende economiche e di politica internazionale

LE NECESSARIE DELUCIDAZIONI SULLA BREXIT

http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/2016/06/24/brexit-borse-asia-pacifico

Innanzitutto a mio avviso ci sono persone e politici che non conoscono nemmeno gli attori in campo e sparano opinioni e sentenze a dir poco fantasiose, quindi le prime necessarie delucidazioni sulla Brexit riguardano proprio gli attori in campo nel contesto inglese, cioè da una parte il mondo della finanza e di una gran parte dei politici inglesi, rappresentati egregiamente in questa vignetta, schierati per il REMAIN, mentre dall'altra la popolazione normale, cioè quella che guadagna con il sudore della fronte e non attraverso le banche, che si trova dinanzi ad una maggiore concorrenza di manodopera e in ragione di ciò ha difficoltà a trovare lavoro e a raggiungere una sicurezza economica, schierata per il LEAVE.

Dopo aver analizzato le parti in causa, servono le necessarie delucidazioni sulla Brexit rispetto la convenienza dell'Inghilterra, infatti quest'ultima è la patria della seconda borsa valori al mondo e la sua uscita dall'Unione Europea, un macrostato governato esclusivamente dagli interessi bancari e finanziari, è a dir poco inconcepibile dal punto di vista esclusivo degli interessi statali di breve e medio periodo, ma se si inizia a considerare lo Stato non solo attraverso i numeri, ma anche attraverso i fattori di benessere della popolazione, la loro scelta li porterà nel lungo periodo ad essere responsabili reali della produzione interna grazie l'ausilio della politica monetaria, attraverso la quale potranno garantire lavoro e difendere i salari.

Le maggiori necessarie delucidazioni sulla Brexit servono poi a tutti quei politici ed opinionisti che hanno sbandierato e sbandierano al vento le future disgrazie dell'Inghilterra come conseguenze inevitabili della loro scelta, infatti queste persone non conoscono il funzionamento dei mercati come dimostrano le chiusure giornaliere negative delle Borse dopo la notizia, perchè analizzando i numeri si nota che il FTSE 100 della Borsa di Londra ha perso di gran lunga meno rispetto alle altre chiudendo a - 3,15, mentre il FTSE MIB della Borsa di Milano ha chiuso a -12,48%, record negativo assoluto dalla sua creazione, tutto questo per un'unica ragione, loro ora hanno la certezza che usciranno dall'Europa, mentre il resto dell'Europa non sa che fine farà il progetto europeo e il suo frutto diabolico, l'EURO.

Ora servono le necessarie delucidazioni sulla Brexit riguardanti il futuro ragionamento dello Stato Italia, dei suoi politici e della sua popolazione, infatti, pur essendo un sostenitore della prima ora dell'uscita dall'euro, cioè dal 2009, all'epoca l'Italia aveva una diversa forza negoziale, ora, invece, siamo a dir poco schiavi della BCE e qualsiasi ragionamento, referendum o altro potrà avvenire solo dopo che lo Stato avrà prelevato dai conti correnti degli italiani i soldi necessari per far scendere il debito pubblico, minimo all'80%, e aver messo in sicurezza tutte le sofferenze del settore bancario, altrimenti dovremo fare i conti con l'inevitabile fallimento del nostro Stato.

P.S.: Le mie ultime parole sono inaccettabili, ma credetemi in qualsiasi caso avremo ingentissime perdite, a questo punto meglio subirle avendo un grande potere negoziale futuro

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15
Apr 16

TI PIACE ESSERE GOVERNATO DA ESSERI INFERIORI

" Ti piace essere governato da esseri inferiori " è un'affermazione, non una domanda, perché la maggioranza del popolo italiano ormai non se la pone più, si è rassegnato, nonostante all'interno di tale maggioranza ci siano anche persone che credono di partecipare e far sviluppare la democrazia nella nostra nazione.

esseri inferiori

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/15/referendum-trivelle

" Ti piace essere governato da esseri inferiori " perché preferisci rinunciare a quegli unici 30 secondi di democrazia diretta che ti sono rimasti per gentile concessione di coloro che ti governano, molto spesso, senza essere neanche stati legittimati da regolari elezioni.

" Ti piace essere governato da esseri inferiori " perché quando quelle poche volte sei chiamato a partecipare alla vita democratica del tuo Paese preferisci ascoltare il consiglio del politico di turno che, invece, di dirti di andare a votare dopo esserti informato sui quesiti referendari ed aver maturato una tua opinione razionale, ti dice che l'astensione è un diritto.

" Ti piace essere governato da essere inferiori " quando credi che l'astensione è un diritto e non capisci il significato di tale diritto, cioè il diritto di rinunciare a quei rarissimi 30 secondi di democrazia diretta nell'epoca in cui sta morendo la democrazia e, all'interno dei palazzi dove si decide il tuo futuro, la stragrande maggioranza dei parlamentari sono stati scelti solo dai segretari di partito e per assicurarsi un futuro devono soddisfare le volontà del capo o partecipare alle congiure di palazzo.

" Ti piace essere governato da esseri inferiori " perché in questo momento stai cercando una giustificazione al fenomeno dell'astensionismo per essere libero di vedere le partite, dormire qualche ora in più e mangiare a sbafo per tre ore senza aver alcun pensiero, nonostante andare al seggio elettorale a sostenere, prima di tutto, la democrazia impegni circa 30 minuti del tuo giorno libero.

Parlo di te quando dico che "Ti piace essere governato da essere inferiori" perché, per quanto mi riguarda, io vado a votare SI al referendum sulle trivelle, mentre tu non ti rendi ancora conto che puoi recarti al seggio anche a votare NO o lasciare la SCHEDA IN BIANCO sostenendo la democrazia e facendo valere le tue ragioni qualunque esse siano.

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5
Apr 16

GLI STRUMENTI DELL'ARISTOCRAZIA FINANZIARIA

Gli strumenti dell'aristocrazia finanziaria non vengono percepiti, perché la maggior parte delle persone leggono le notizie senza utilizzare il loro senso critico e senza porsi le domande necessarie al giorno d'oggi, chi viene danneggiato, chi ha promosso la sua pubblicazione sui principali media e chi ci guadagna.

Gli strumenti di guerra dell'aristocrazia finanziaria

http://www.corriere.it/esteri/16_aprile_05/

Uno degli strumenti dell'aristocrazia finanziaria sono i dossier giornalistici che vengono usati per abbattere i personaggi e le società che osano schierarsi contro il loro potere e i loro progetti di consolidamento, come dimostra la vicenda dei Papers di Panama, dove un gruppo di 307 giornalisti di 76 Paesi hanno analizzato per un anno i dati trafugati da una gola profonda che lavora all'interno dello studio legale di Panama Mossak Fonseca.

L'articolo del Corriere e di tante altre testate giornalistiche pone l'accento sui papers riconducibili al premier islandese Sigmundur Davíð Gunnlaugsson, alla famiglia del premier Cameron, alla famiglia LePen, alla famiglia di Assad, agli amici di Putin e ai familiari del premier cinese Xi Jinping, che, a mio giudizio, sono tutti da considerare come ostacoli dell'aristocrazia finanziaria, in quanto Sigmundur Davíð Gunnlaugsson ha rifiutato di salvare le banche con i soldi dello Stato, Cameron sta conducendo l'Inghilterra verso un referendum che potrebbe farla uscire dall'Europa, la famiglia LePen è dichiaratamente contraria al progetto aristocratico europeo, Assad impedisce il piano di eliminazione totale delle banche centrali di proprietà dello Stato (attualmente rimangono da conquistare le banche centrali della Siria, dell'Iran, della Corea del Nord, del Sudan e di Cuba), Putin è il principale ostacolo militare all'affermazione dell'America come unica superpotenza mondiale e Xi Jinping conduce politiche troppo socialiste mal viste dalla finanza capitalista.

In realtà, se controllate la lista dei 12 papers riguardanti leader politici e dei 18 papers riguardanti i parenti e gli amici di alcuni leader noterete, come dimostra la mappa, che questo scandalo colpisce solo marginalmente l'America e che anche molti degli altri papers riconducibili ai politici sembrano danneggiare solo gli oppositori del piano mondiale dell'aristocrazia finanziaria, tranne nel caso del Presidente dell'Argentina, Macrì, che però essendo eletto da qualche mese ha cinque anni per far dimenticare all'elettorato questo scandalo.

Ora essendo l'America il mercato finanziario più grande al mondo non credo che qualcuno di voi sia portato a credere, realmente, che i politici e i personaggi di spicco americani non usufruiscono di tali metodi per evadere, ragion per cui, ci sono due spiegazioni riguardo tale situazione, la prima è che qualcuno tra i 307 giornalisti abbia informato, in tempo, gli americani coinvolti, come credo sia successo anche riguardo altre persone influenti non americane, oppure la seconda, gli americani, ormai usufruiscono solo dei paradisi fiscali creati al loro interno, come quello dello Stato del Delaware, del Nevada, del Wyoming e del South Dakota, infatti, come ci ricorda rischiocalcolato.it  gli Stati Uniti dopo aver costretto vari Stati a firmare i nuovi standard di comunicazione a livello mondiale rilasciati dalla OCSE, loro stessi hanno rifiutato di firmarli, permettendo sul loro territorio la proliferazione di meccanismi di evasione riservati ai non residenti ed ora avranno anche tantissimi clienti in più.

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